aprile, 2011
26 aprile 2011 - autore: impararelachitarra

Cari amici lettori, come si può ben capire dal titolo, l’argomento di oggi è l’utilizzo del Booster.
E’ un argomento molto importante per chi, alle prime armi, ha ancora poche conoscenze dei mitici “pedalini”, di come si creano i suoni e di quale sia l’ordine dei “marchingegni infernali” sempre pieni di termini e scritte a spesso sconosciute o che, se tradotte, il più delle volte non ci aiutano a capirne l’utilizzo se non provando a “smanettare” analizzando con orecchio.
Quante volte abbiamo letto sulle riviste di chitarra o solamente sentito parlare di Clean Booster o Treble Booster, Bass Booster o semplicemente… Booster???
Magari ci sono sorte milioni di domande sul suo dovuto o corretto utilizzo in base ai generi, al punto del brano in cui utilizzarlo o semplicemente sul perchè utilizzarne uno quando magari alle spalle si ha già un bel suono o un buon amplificatore?
Sicuramente bisogna dire che non è obbligatorio utilizzarlo e che però, per poter arrivare a creare determinati effetti o suoni, non si può farne a meno.
Dall’inglese il termine “to boost” significa spingere e nel nostro caso, si tratta di SPINGERE IL NOSTRO SUONO ALL’INTERNO DI UN PEDALINO O DI UN AMPLIFICATORE E “GONFIARLO”, renderlo più grosso più Ciccione, più Cazzuto se così platealmente si può dire.
Esistono vari tipi di Booster come quelli elencati nelle prime righe dell’articolo e hanno la seguente funzione:
18 aprile 2011 - autore: impararelachitarra
A fianco della tradizionale accordature Mi La Re Sol Si Mi, la chitarra può essere suonata anche accordandola in maniera differente, su tutte e sei le corde o solo su alcune di esse, essendo uno strumento semplice che ben si presta a questi “giochi” (a patto di non avere una chitarra con Floyd Rose o simili).
Sperimentare accordature alternative può, in varie circostanze, essere uno stimolo per il chitarrista e un incentivo alla sua fantasia, forzandolo ad andare oltre e a superare i pattern e i box ormai radicati nella sua mente.
1) La prima accordatura particolare che vediamo è quella in “Drop D”. Essa, “scordando” una sola corda, ci permette di ottenere interessanti vantaggi.
Per accordare la nostra in chitarra in drop D è necessario abbassare la sesta corda da Mi a Re: avremo così il power chord di Re semplicemente suonando la quarta corda (re), la quinta (la) e la sesta (re) a vuoto. Con un mini-barrè su queste tre corde potremo spostare il nostro power chord, ottenendone altri.
Il drop D è generalmente e felicemente usato in ambienti heavy metal, soprattutto per il suono piu’ profondo, compatto e potente rispetto ad un power tradizionale.
4 aprile 2011 - autore: impararelachitarra
La tablatura (“Tab”), in italiano corretto “intavolatura”, è un comodo sistema usato per la scrittura di parti musicali per chitarra o basso. La tablatura non ti dice quale nota devi suonare, ma bensi’ ti indica quale tasto e su quale corda devi premere per suonarla.
Nella pratica la tablatura e’ rappresentata da sei linee orizzontali, che corrispondono le sei corde della chitarra (o quattro per il basso), ecco un esempio di una tablatura per chitarra che rendera’ tutto piu’ chiaro:

La linea in basso rappresenta la sesta corda della chitarra, ovvero la corda del MI basso. Quella in alto la prima ovvero il MI cantino. Lo spazio compreso tra le linee verticali viene chiamato BATTUTA, questa immagine ci sono 3 battute.
I tasti da suonare sono indicati con dei numeri, che come dall’immagine vengono scritti sulle linee orizzontali nell’esempio c’è un 3 sulla linea 3. Questo significa che devi suonare il tasto 3 sulla terza corda. Altra cosa importante da sapere e’ che la tablatura si legge da sinistra verso destra. Questo vuol dire che nell’esempio bisogna prima suonare il terzo tasto sulla terza corda e poi il quinto tasto sempre sulla terza corda.